PAGINA DELL'ARTISTA RICCARDO BALESTRA

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Woman Details - Lo sguardo di Anne  
   
   

Nato a Castelletto Stura
Studio: SPG via Torre Vianina 4, 12100 Cuneo
Tel. : 0171/682753 - cell.: 320 8290816

Pittore figurativo sempre alla ricerca di intense espressioni, mi sento ideologicamente un autodidatta e libero da ogni vincolo. A partire dai manichini comunque protagonisti ai nostri giorni, studio la figura umana, prediligendo gli occhi, il viso femminile in particolare, guardando oltre le apparenze, scoprendone il vissuto la personalità il carattere, lo scorrere della vita, scavando nel passato dove si nascondono gioie e dolori, paure ed emozioni, immaginando il futuro con le sue contraddizioni. La donna viene da me enfatizzata da una serie di temi relativi alla fantascienza, al cinema, figure androidi, che fanno evadere dalla realtà quotidiana per sfociare in una nuova dimensione.
Contemporaneamente porto avanti una ricerca cromatica ed espressiva, rivolta alla valorizzazione coloristica dei miei lavori, indirizzata verso uno stile pop. Arte popolare, fatta di nuove inquadrature dando un taglio personale ad immagini che continuamente ci vengono sottoposte e da cui siamo inevitabilmente stimolati. Il tutto portato avanti con un tocco di fantasia, specialmente per i paesaggi pop che realizzo in contemporanea. L’uso della tecnica ad olio e dei suoi colori accesi impattanti, permette di esprimermi in piena libertà in una ricerca introspettiva e psicologica, concentrata su una visione ravvicinata di volti femminili e non solo, dai quali emana un inquietante fascino glamour.

2005 - 2020 – Quindici anni di pittura

Dopo il punto fatto a fine 2014, 10 anni di pittura, penso di dover fare un aggiornamento, tanto più che quest’anno, un po’ così, nonostante il lavoro, l’impegno e le opere prodotte, possiamo considerarlo interlocutorio, perché poca incidenza ha avuto a livello espositivo, pressochè fermo dopo la mostra di Barcellona e quella al BookStore. Eravamo rimasti alle collane “Woman’s Veils” e “Colored Profiles” che giustamente avevano dato una svolta al mio lavoro ed alla ricerca costante sul ruolo della donna e l’importanza del viso, non solo dal punto di vista artistico, ma dal modo di essere, dalla personalità e dal fascino. Per questo che esaurite momentaneamente queste collane, ho dato vita a “Glamour”. una dozzina di opere 50x70 con donne mezzo busto, dove all'espressività del viso, si è aggiunto il fascino del corpo. Come in fotografia, il viso deve essere al centro dell’attenzione, deve trasmettere suggestione, deve far sognare una bellezza pulita, a portata di mano. Ho esposto per la prima volta queste opere nelle personali di Cherasco e di Pollenzo, ed in altre collettive con “Art e Wine” di Barolo.
E’ in questo periodo che ho anche dato vita alla collana “ZodiaKos”, dove la figura femminile ricercata, elaborata e stampata su tela, si è materializzata in 12 opere come sono i segni dello zodiaco. Questa collana ed altre elaborazioni grafiche sempre sul tema, ha avuto il suo momento di gloria, con la personale alla Galleria “la Luna” di Borgo S. Dalmazzo, a luglio 2016.
Nel 2017, seguendo nuovi stimoli e conferme dal Prof. E. Perotto, ho iniziato a produrre le prime opere della collana “Woman Details” dove in formati diversi, si concentrano principalmente su parte del viso. Lo scopo del dettaglio e di indagare più a fondo, di scoprire se possibile il mondo interiore a volte impenetrabile a prima vista, ma più facilmente raggiungibile con l’intensità dello sguardo. Queste opere, altro punto fermo del mio lavoro, sono state viste per la prima volta nella mostra “Face to Face” nella Sala della Provincia. Continuando la spinta evolutiva e volendo trovare una valida alternativa ai numerosi 30x30, (Bambole, clown, ecc.in primo piano) nell'ottica di una pittura giovanile e pop, ho pensato ad una collana 40x40 che ho intitolato “Big Eyes”, ispirata principalmente da personaggi dei cartoni molto seguiti dai più piccoli. Vuole anche essere un omaggio a Margherita Keane, che con questi grandi occhi ha voluto dare una speranza in più per un mondo migliore specie per i bambini. Bambini da me immortalati in varie opere, oltre alla serie Bambole e Big eyes, nel 2016 ho iniziato un ulteriore Collana Intitolata “Children's Eyes” con bambini del terzo mondo immortalati da fotografi famosi, con un nuovo taglio che ne esalta il viso, esposta in personale per la prima volta al Collegio dei Geometri.

 

RECENSIONI:

 

CONOSCENZA, ESPRESSIONE E COLORE

I RITRATTI DI  RICCARDO BALESTRA

 

Dott.ssa Cinzia Tesio, storica dell’arte

 

Lo sviluppo dell’arte contemporanea, si svolge mediante processi di proficua contraddizione dialettica. Un esempio estremamente significativo è dato dalle rielaborazioni dei ritratti di Riccardo Balestra. Qui le strutture compositive si amalgamano e si integrano in un incessante processo produttivo, dove il contributo dell’artista trova realizzazione prioritaria. Il segno spesso nero ed evidente diventa simbolo ed esprime ulteriori significazioni di natura prevalentemente (ma non esclusivamente) psicologica. Del resto che senso avrebbe un ritratto che si limitasse alla somiglianza senza realizzare e definire nell’aspetto l’emergere dell’anima interiore? Da qui anche la sua concezione della vita, quale affiora nelle sue opere, il suo rapportarsi alle vicende, a cominciare però ancora una volta, da quelle più vicine che riguardano la vita e l’arte. Figurativo sì, figurativo no, è per questo che l’artista, affida il recupero della figura a queste vicende artistico-psicologiche dalle quali si riconosce la vita.

Riccardo Balestra è un artista e per gli artisti ogni problema di questo tipo dovrebbe essere sempre e comunque un fatto personale: stà qui la differenza tra l’arte e la filosofia (una delle differenze, ma non certo l’ultima). Indubbiamente il ritratto consente un approfondimento della ricerca fisiognomica-psicologica che altri soggetti non sempre hanno, non si deve però dimenticare che la raffigurazione è sempre occassione e un pretesto per una comunicazione espressiva. Concetti questi particolarmente evidenti negli “Andrioidi”, nelle “Evasioni”, nei “Manichini”. Da questo ne consegue che l’opera di Riccardo Balestra, nasce dalla ragionata analisi dell’uomo, perduto nel vuoto di un’universo che non riesce a decifrare.

L’artista interroga i filosofi della natura, ne capta l’intima essenza del messaggio e lo riscrive. Solo in essi riesce a pacificare la sua inquietudine, con mente lucida indaga l’uomo, la natura, il cielo, la luna. Nei suoi quadri, come nei versi leopardiani, lo spazio (inteso come sguardo) è aria infinita, profondo e infinito sereno, solitudine immensa in cui si perde l’innumerabile famiglia, umanità presunta e sofferente.

In un libro da poco apparso in versione italiana, “La poesia del pensiero”, Georgie Steiner afferma che filosofia e poesia, sarebbero meno disatanti di quanto a prima vista potrebbe sembrare, poiché, in ultima analisi e in estrema sintesi entrambe si sforzerebbero di dire l’indicibile, attraverso e oltre i limiti imposti dal linguaggio. E anzi, prima che la filosofia grecasi costituisse con Platone come una disciplina definita a se stante, al tempo cioè dei cosidetti presocratici, non vi sarebbe stata alcuna distinzione tra poesia e filosofia, entrambe legate intimamente ad altre modalità di concsenza o di espressione come la musica e l’invenzione mitica. Per Riccardo Balestra il mito della maschera, che ognuno di noi indossa, oppure le immagini tratte dalla fantascienza nonché quelle ammiccanti e sensuali delle modelle proposte dai media ; è poesia che mette in evidenza i messaggi nascosti che questi soggetti trasmettono. Per la gamma coloristica vicino al mondo della Pop-Art, l’artista di Cuneo ci fornisce un quadro ampio e concreto di una realtà metafisica, molto attiva nei confronti dello spettatore. Viene così legittimato il senso di queste opere dalla piena consapevolezza del loro essere come condizione artistica:  La “Pop Art” è una corrente artistica che trova una perfetta fusione nelle cose di oggi. Negli arredamenti moderni e di design, un piacevole gioco di forme e colori capaci di esaltare forme essenziali e colori spesso austeri della modernità odierna. In realtà non è un complimento ma un riconoscimento, l’opera di Riccardo Balestra, in virtù evidentemente del suo particolare talento, va al di là delle caratteristiche “di scuola” della Pop-Art, sottraendo almeno in parte l’opera di condizionamento ambientale e realizzando semmai un rapporto inverso dove il segno non significa, ma si significa. E allora l’opera è condizionata dalla figurazione al suo interno e condiziona sensibilmente il contesto ambientale.

 

Dott.ssa  Cinzia Tesio (24-04-2016)

  

 

FACE TO FACE

 

Riccardo Balestra, il pittore nello specchio di Venere

 

( Prof. Enrico Perotto)

 

Quanto c’è dell’immaginario metropolitano contemporaneo, inteso in tutte le sue più diverse configurazioni, nella pittura di Riccardo Balestra? Quante sono, cioè, le suggestioni ricevute dal cinema, dalla fotografia e dalla urban art?

Il suo inconfondibile universo di volti e sguardi femminili, così seducenti e così introspettivi, ha riscontri indiscutibili con la ricerca artistica di tendenza figurativa del nostro tempo, ma anche con le immagini coinvolgenti dei fashion magazines e più in generale dell’attuale cultura visiva di massa. La stampa illustrata, il fumetto, la pubblicità e la moda costituiscono una fonte diretta di suggestioni figurative, che aiutano Riccardo a trovare ispirazione anche nella composizione delle sue inquadrature, in cui privilegia i primi o i primissimi piani, dai tagli a mezzo busto a quelli incentrati sul viso, zoomando sui dettagli degli occhi, del naso e della bocca, con un taglio particolare, stringendo l’obiettivo a volte anche solo su uno di essi. Il punto di vista ravvicinato, infatti, gli permette di accostarsi idealmente ai più reconditi anfratti psicologici dei diversi soggetti muliebri raffigurati e comunica all’osservatore un sottile turbamento emotivo, che interpella e stimola a non restare indifferenti. Le ragazze o le donne che dipinge Balestra non sono quindi, per così dire, delle “modelle” osservate dal vero, ma si possono considerare come idee platoniche della donna, proiezioni a colori di pensieri metafisici (metafisica, appunto, è la parola che è stata usata per descrivere le opere dell’artista), modelli rappresentativi della quintessenza di ciò che chiamiamo “eterno femminino”.

La giovinezza e il conseguente stato di bellezza della figura, nella quale si rispecchia lo sguardo appassionato di Balestra, appaiono così tradotti in una definizione grafica e coloristica semplificata, tendenzialmente svolta con attenzione al modellato volumetrico e al rigore astraente delle forme anatomiche, quasi da moderno pittore che si esprime in un emblematico stile neo-egizio, tanto da far pensare anche alle fragili apparenze dei ritratti di Fayum, ma con un atteggiamento mentale da artista post-pop. Certo, nel lavoro di Riccardo si possono pur rintracciare sorprendenti rapporti con le tendenze iperrealiste dei nostri giorni, rappresentate, per esempio, dagli “anti-ritratti” dell’artista britannica Machiko Edmondson, autrice di spettacolari close-up images dal forte impatto ipnotico, che rinviano alle ossessioni della società postmoderna per la perfezione esteriore.

Tuttavia, Balestra è attraversato da un’intima vena di naïveté che lo contraddistingue, che lo guida sulla sua strada in autonomia, insieme a uno spirito idealista che basta a renderlo capace di sviluppare uno stile personale, ben caratterizzato, attento ai temi di natura sociale, sensibile alla realtà della condizione femminile, a cui si accosta con garbo e che trasforma in pretesto pittorico per parlare in fondo di tutti noi, dei nostri desideri, delle nostre inquietudini e delle nostre speranze, che rimangono perlopiù disattese e che motivano l’assenza nei sembianti dipinti a olio da Balestra di certe manifestazioni estreme di spensieratezza o di sguaiata irriverenza. Tutto qui appare come un’avventura vissuta dall’artista nell’amore platonico, accanto a figure di donna in cui si cela sempre quel senso di “mistero senza fine bello!” cantato dal poeta Guido Gozzano.

Prof. Enrico Perotto (2017)

 

FIGURA E PAESAGGIO:  LE "OSSESSIONI" DI RICCARDO BALESTRA

Le opere realizzate dal cuneese Riccardo Balestra, sono incentrate sulla figura soprattutto e sul paesaggio. Il suo percorso artistico si muove su queste due tematiche anche se Balestra non nasconde di preferire la prima, proprio rivolgendo la sua attenzione a questo aspetto, Cinzia Tesio ha detto che

" l’opera di Riccardo Balestra, nasce dalla ragionata analisi dell’uomo, perduto nel vuoto di un universo che non riesce a decifrare. L’artista interroga i filosofi della natura, ne capta l’intima essenza del messaggio e lo riscrive. Solo in essi riesce a pacificare la sua inquietudine, con mente lucida indaga l’uomo, la natura, il cielo, la luna.  Nei suoi quadri, come nei versi leopardiani, lo spazio (inteso come sguardo) è aria infinita, profondo e infinito sereno, solitudine immensa in cui si perde l’innumerabile famiglia, umanità presunta e sofferente."

Rivolgendosi invece in maniera più complessiva alla esperienza di Balestra, Enrico Perrotto ha invece sottolineato : "Quante sono, ..., le suggestioni ricevute dal cinema, dalla fotografia e dalla urban art? Il suo inconfondibile universo di volti e sguardi femminili, così seducenti e così introspettivi, ha riscontri indiscutibili con la ricerca artistica di tendenza figurativa del nostro tempo, ma anche con le immagini coinvolgenti dei fashion magazines e più in generale dell’attuale cultura visiva di massa. La stampa illustrata, il fumetto, la pubblicità e la moda costituiscono una fonte diretta di suggestioni figurative, che aiutano Riccardo a trovare ispirazione anche nella composizione delle sue inquadrature, in cui privilegia i primi o i primissimi piani."

In relazione a questa sua predilezione mi pare che, per queste sue immagini sempre inedite per inquadratura, taglio e stile che, a mio sommesso parere, stanno tra modernismo e liberty, dallo sguardo ammiccante e profondo, la sua espressività mi ricorda per un verso Gerda Gottlieb Wegener (pittrice danese di origini francesi scomparsa nel 1940)  mentre per certe azzardate sperimentazioni tecniche mi sembra richiamare il pittore olandese Dick Ket ( scomparso anche lui nel 1940). Certo non tanto per la scelta dei temi quanto piuttosto per il modo di risolverli portando l'immagine in primo piano e cogliendone i particolari. Ma, per sua ammissione (come ho appreso in un colloquio con lui) Riccardo Balestra non conosce le esperienze di Ket e della Wegener e quindi non ha colto suggestioni da questi due artisti dei quali non ha visto le opere; è quindi solamente una impressione mia che non ha riscontro alcuno se non nel fatto che (ne sono da sempre convinto) artisti diversi in situazioni anche molto diverse tra loro possono giugenre a risultati simili anche se non eguali. Del resto lo stesso Balestra dice del suo modo di far pittura che " sempre alla ricerca di intense espressioni, mi sento ideologicamente un autodidatta e libero da ogni vincolo. A partire dai manichini comunque protagonisti ai nostri giorni, studio la figura umana, prediligendo gli occhi, il viso femminile in particolare, guardando oltre le apparenze, scoprendone il vissuto la personalità il carattere, lo scorrere della vita, scavando nel passato dove si nascondono gioie e dolori, paure ed emozioni, immaginando il futuro con le sue contraddizioni. La donna viene da me enfatizzata da una serie di temi relativi alla fantascienza, al cinema, figure androidi, che fanno evadere dalla realtà quotidiana per sfociare in una nuova dimensione. Contemporaneamente porto avanti una ricerca cromatica ed espressiva, rivolta alla valorizzazione coloristica dei miei lavori, indirizzata verso uno stile pop."  Sempre in uno stile che Balestra definisce "pop" si sviluppano invece certi suoi lavori di paesaggio che mi hanno  particolarmente interessato per il modo  tutto particolare di interpretarli, paesaggi in cui il pittore ricerca con indovinate soluzioni, il sovrapporsi dei piani dell'immagine in genere in chiave monocroma giungendo a risultati che intrigano e che mi appaiono piacevoli e stimolanti; con riferimento alle sue tematiche, ma credo in particolare a quelle di figura, l'artista afferma: “sono interessato sopratutto a questa tematica  perchè mi sembra meglio esprima la personalità del pittore. L’uso della tecnica ad olio e dei suoi colori accesi impattanti, permette di esprimermi in piena libertà in una ricerca introspettiva e psicologica". Convinto come sono che proprio in direzione del paesaggio Riccardo Balestra possa ottenere i risultati più significativi per la sua espressività, l'ho incoraggiato a ricercare soluzioni paesistiche coerenti con la sua convinzione di soluzioni pop nel suo percorso evolutivo: L'attuale mostra fossanese è occasione per incontrare un bel gruppo di lavori indirizzati in questo senso. Anche per questo credo che questa mostra abbia un suo particolare significato e mi auguro che possa trovare consenso tra i suoi visitatori.

 Carlo Morra,  Cuneo 20-03-2019

 

a Riccardo Balestra,  di  Cesare Botto

Non è frequente che un pittore venga interpellato a scrivere un commento a proposito del lavoro di un collega, perchè solitamente avverso a tale compito, anche se nella storia dell'arte moderna siano noti parecchi esempi divenuti ormai celebri.

Mi approccio dunque a tale incarico, per tracciare alcune riflessioni sulla pittura di Balestra, amico che stimo e che conosco da lunga data, consapevole dell'impegno che ha profuso in questi anni, e per averne seguito l'iter attraverso le numerose mostre che   ha presentato a Cuneo e nelle città della provincia cuneese.

Pittore autodidatta, Balestra non fa mistero della sua ascendenza dal mondo della Pop-art, da cui si dichiara particolarmente attratto, senza peraltro che tale paternità lo abbia  indotto alla lusinga di una banale emulazione, ma lo sproni a procedere con sensibilità genuina nello studio, nella rivisitazione e nella ricerca costante di un proprio linguaggio. Egli sa mantenere il dovuto distacco dalla lezione dei grandi maestri americani, (Tom Wesselmann, forse il più amato fra i tanti) portando la sua attenzione e rivolgendo l'indagine soprattutto all'universo femminile, foriero di grandi stimoli e suggestioni. Donne perfette, come ha scritto Giorgio Barberis, dai grandi occhi a volte irreali e composte con fantasie in un dosato gioco di colori e di volumi...

La grande proliferazione di immagini a cui siamo sottoposti quotidianamente, trascina il nostro artista verso l'elaborazione digitale dei soggetti con una ricerca introspettiva e irreale allo stesso tempo, volta a trasformare con perizia pittorica il dato figurativo in opere dal titolo allusivo: "The mutation", "Yellow-pink woman", "Blue android" ecc.

Ma l'apparente fissità delle immagini prodotte e la cesura che mutila alcuni volti ritratti, nulla toglie alla dinamicità del colore, esplorato in tuttte le sue possibili soluzioni, e all'eleganza formale che assertivamente ne deriva.

Attento ai continui mutamenti della nostra società, Riccardo procede con fervore quasi ossessivo a interrogarsi se l'arte possiede ancora la forza di sensibilizzare il pensiero umano verso quei valori importanti che sostengono ciò in cui crede.

Cesare Botto, febbraio 2020

PRINCIPALI ESPOSIZIONI 

2009, personale .alla Cantina Comunale di La Morra d’Alba, ed alla vineria “VinArte” (Alba).

2010, ho esposto in “Spazio Aperto” alle Antiche Scuderie di “Saluzzo Arte 2010”, terzo posto al concorso “Arte in Città” di Borgo S.Dalmazzo, partecip. a “Lumac Art” e personale all’Università di Agraria a Cuneo.

2011, con “Art en Ciel” collettiva nella Sala della Provincia, Corso Dante a Cuneo, per “Savigliano in Arte” e “Premio Leonardo”, ho esposto nell’Ala Polifunzionale di Piazza del Popolo a Savigliano, concorsi a Martiniana Po, e ACUMAR  a Cuneo. Dal 24 Ottobre al 19 Novembre, personale nell’Atrio del Salone d’Onore del Comune di Cuneo, a fine anno minipersonale nella galleria Senesi Arte a Savigliano.

2012, personale nella “Galleria degli Artisti” in Contrada Mondovi Cuneo vecchia. Dal 21 Maggio al 4 Giugno, “Evasioni” personale nella Sala Mostre Provincia di Cuneo, C.Nizza angolo C.Dante. A Luglio Notte Bianca “Arte in Città” Borgo S.-Dalmazzzo, quarto posto con menzione.

2013, personali al Caffè Cuni Veja e alla libreria: BookStore l’Ippogrifo a Cuneo. Ad Aprile, stand personale a “Saluzzo Arte 2013” e selezione per il premio Matteo Olivero. Collettive alla Sala della Provincia di Cuneo ed alle Antiche Scuderie (Caserma Matteo Olivero) Saluzzo. A Borgo S.Dalmazzo, Concorso “Arte in Città”, vinto il Premio del Pubblico. Alla Galleria “La Luna”, collettiva, “Neofigurazione a Confronto”, a Torino partecipazione a “Paratissima 09”, a Bra Selezione per “ Identità 5”, 2° premio, primo dei pittori. Da Novembre a Gennaio partecipazione a “Grand’Arte” Chiesa di S.Francesco, Cuneo.

2014, collettiva AeC nella chiesa di S.Chiara a Cuneo, sempre a Cuneo a Palazzo Samone, via A. Rossi 4, dal 22 Marzo al 6 Aprile, “Itinerari Artistici” dal pop all’informale, quadripersonale. A Bra, Palazzo Mathis dal 12 Aprile al 10 Maggio, esposizione Vincitori Premio “IDENTITA’5”  2013. Rocca De’ Baldi Cn, 7 Settembre- 12 Ottobre, “Colored Profiles” personale nel Museo Etnografico “Augusto Doro” ell’apposita Sala Espositiva del omonimo Castello.

2015, Busca, Casa Francotto, “Le Salon d’Art”, ALPI Cozie e Marittime, collettiva Cuneo, Fondazione Casa Delfino, dal 21 Marzo al 12 Aprile, “Alla Ricerca della Bellezza”, bipersonale. Boves, 5-7 Giugno, "Dietro uno Sguardo"personale al Teatro Borelli nell’ambito di Mestieri in Città.  Cherasco, Chiesa di S.Gregorio, 13 Giugno – 5 Luglio, “Emotions”, tra gamour e pop-art, personale. Bossolasco (Alta Langa), “Forme e Colori”, artisti a Bossolasco, multipersonale.

2016, Borgo San Dalm.(CN). Gennaio / Febbraio – “Woman profiles” personale alla libreria Sognalibro . Pollenzo (Bra-CN), Spazio Eventi, 30 Aprile-5 Giugno, “Glamour”, presentaz.Dott.ssa Cinzia Tesio, (fascino e seduzione dietro uno sguardo). personale Borgo San Dalmazzo (CN), 15 - 29 Luglio, “ZodiakoS” donne famose viste con li proprio segno. Personale alla Art Gallery “ La Luna “.(Carena & Capato). Langhe, Collettive Art e Wine a: La Morra d’Alba (Cantina Comunale), Barolo (Aula Picta Piazza Falletti), Cherasco (Enoteca P. Mentone)

2017, Cuneo, Gennaio / Febbraio, “SGUARDI” tra innocenza e malizia, , personale in Biblioteca Civica. Cuneo. 18 – 28 Settembre, “Face to Face” Anfratti psicologici e pensieri metafisici, personale nella Sala Espositiva Provincia di Cuneo, Corso Nizza 21, angolo Corso Dante. Trinità (CN), 17 – 27 Novenbre, per la serie “Sguardi” personale nella ex Chiesa della Confraternita, in occasione della fiera 13^ Fera di pocio e di bigat.

2018, Benevagienna, 14 Genn.-22 Aprile, presso la Cella della Torre Campanaria, "Espressioni d'Arte" pesonale.con l’Associazione Culturale “Amici di Bene”. Cuneo, 10 – 26  Maggio, “Suggestioni Figurative” personale presso la sala espositiva del Collegio dei Geometri di Cuneo, via S. Giovanni Bosco 7/hH zona Agorà. Cuneo, 06 – 22 Luglio, “Percorsi artistici a Confronto” stili diversi ed espressioni artistiche personali. Tripesonale a Palazzo Samone Cuneo, via Amedeo Rossi 4 con il sostegno del Michelin Sport Club. Costigliole Saluzzo, “ WOMAN DETAILS “, il fascino del particolare, dal 28 Settembre al 1° Ottobre, in occasione della Sagra regionale dell’uva Quagliano

2019, Cuneo, S. Sebastian Café, 16 Marzo – 18 Maggio “Imaginary World” personale. Fossano, Borgo Vecchio, Chiesa di S.Giovanni, 3 – 26 Maggio, “Figura e Paesaggio” personale. Cuneo, Collegio dei Geometri, bipersonale con Ada Perona, “Suggestioni tra natura e femminilità”.

2020- Cuneo, BookStore L’Ippogrifo,“Glamour” personale. - Barcellona “Diferencias”, BCM Art Gallery, collettiva – Casteldelfino, Valle Varaita, “Marque” Sala comunale, luglio e agosto, organizz. C. Renaudo.

Aggiornato: 23-11-2020, by R. Balestra