Aldo Claudio Medorini - Fabbrica

Questo quadro è nato nel 1974, postumo alla cultura del 68 partecipato
anche se avevo solo 14 anni con le prime manifestazioni
e occupazioni studentesche.
Lo ripropongo ancora oggi perchè mi sembra di una attualità sconcertante.
Fabbriche che invece di generare benessere sociale uccidono.
Gente esclusa dal lavoro che soffre ed è costretta a subire anche una
lenta agonia pur di avere la dignità che solo un lavoro onesto può
permettere.
Insomma questo quadro che voleva essere il testimone di un periodo è
oggi, purtroppo, il testimone di quanto sta ancora accadendo, un esempio per tutti, l'Ilva di Taranto.
Mi dicevano che l'arte debba occuparsi del bello e del sentire
universale, senza farsi troppo coinvolgere del contingente, ma se
queste realtà della condizione sociale si ripetono tanto da diventare
comuni e scontate, allora rientrano nell'universalità e l'arte quindi
deve occuparsene.
Poi sarà l'effetto della mia giovane età, all'epoca che feci questo
quadro avevo circa 20 anni, ma l'Uomo
si organizza e si consola scambievolmente per trovare la forza oltre
che per sostenersi, anche per reagire e cambiare lo stato di cose che
ledono la sua identità di essere pensante e con anima o coscienza
civile.
Olio su tela  / 70 x 100 / 1974 /  Collezione privata
 Pagina Artista  / aldoclaudio.medorini@gmail.com
 / www.medorini.com / 331-5965805