PAGINA DELL'ARTISTA LES ANTOINES

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Attraverso  
   
   
Sono Les Antoines, nome d'arte di Antonia Annesi. 
Sono nata nel Salento d'Italia in una ventosissima giornata di fine inverno, quando i mandorli e le mimose sono già tutti allegramente in fiore e l'inverno sta ormai cedendo il passo alla primavera...
 

Ho sempre pensato che lo spirito del vento di quel giorno fosse in qualche modo penetrato in me, che avesse soffiato anche dentro me... appena nata!  Lunatica, mutevole, inquieta e irrequieta... amo tutto ciò che si muove velocemente, che muta, che va, che si contraddice.  Ho imparato a disegnare prima ancora che a parlare. A scolpire, fin da piccolissima, sperimentando qualunque materiale. 
Ho studiato a Lecce (Liceo artistico), a Firenze (Accademia di Belle Arti), infine a Milano (Accademia di Belle Arti di Brera, con i docenti A.Cavaliere e Cascella) dove mi sono laureata nel corso di Scultura.  Nonostante le varie proposte, sono volutamente restata lontano da gallerie e mostre personali. Volevo arrivare a me stessa, prima di espormi.  Vivo l'arte in modo solitario, spirituale, di contatto intimo che mi allontana spesso dalle esposizioni pubbliche.  Nel 2010 mi hanno convinto, mio malgrado, ad esporre alcune opere in una mostra che ha avuto luogo nella città di Prato.  Poi mi sono nuovamente, e felicemente, isolata nel mio studio, continuando a lavorare nel silenzio. Il silenzio è indispensabile. È nel silenzio che senti la tua voce vera e vedi il tuo colore!  
Io penso che l'artista debba rivelarsi a se stesso prima di rivelarsi agli altri.  
Penso che l'arte possa comunicare con il mondo ed essere linguaggio universale solo dopo che l'artista ha comunicato con sé stesso, in profondità, con sincerità, e lontano dalla folla. Allora sì, può fare dono della sua arte agli altri, rendere visibile ciò che altri non vedono, che non vedrebbero se non attraverso l'arte.  
Questo è il senso. Se c'è un senso. 
 

Un artista non dovrebbe essere etichettabile in uno stile e basta. Io non voglio essere etichettata.  Non ho sempre lo stesso pensiero o sempre lo stesso umore.  Non vedo le cose sempre dallo stesso punto di vista. E mi piace provare cose che non ho ancora provato.   Oggi dipingo un fiore e domani realizzo un labirinto, o forse uno specchio, o scrivo della solitudine, o scolpisco la follia... 
Quando  avevo 10, 12, 15, 20 anni... copiavo Michelangelo, Leonardo, Raffaello...  Era più facile che copiare me stessa. Non mi conoscevo infatti.  Mi sono formata al Liceo Artistico e in Accademia Belle Arti. Significa migliaia di copie dei grandi della storia dell'arte!   Ho dovuto fare molti passi avanti poi per copiare quello che io ho dentro! che sento!   Mi sono dovuta liberare dalle catene delle regole accademiche per essere me stessa.  E finalmente traduco ciò che sento e non ciò che vedo.  È il mio modo. È il mio linguaggio. 
E non necessariamente c'è un senso!  
 

E non necessariamente tutti vedono la stessa cosa.  E non necessariamente bisogna capirla. E tantomeno etichettarla!  
Non etichettatemi. Non sarò mai uguale a me stessa. Dentro ho il vento. E mi cambia i colori, le forme, le linee, i pensieri...