PAGINA DELL'ARTISTA JOHANNA LEVY

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Abhilasha  
   
   

 

Nata in Lorena, fin dalla mia infanzia ho sempre disegnato ritratti.

Dopo aver letto libri per ampliare la mia cultura, ho approfondito il disegno a carboncino concentrandomi sul ritratto e sul nudo.

Mi sono poi avvicinata alla pittura ad olio, attraverso lo studio dei maestri (Léonardo da Vinci, Raffaello, Picasso..)

Ho quindi intrapreso un lavoro più personale: i volti non sono nascosti. Provo a decifrarli, raccontarli e reinventarli.

I miei soggetti emergono da un universo segmentato che metto nei miei quadri.

Di recente, affascinata dalla spatola stratigrafica, sono stata fortunata e onorata di aver incontrato il creatore di questa tecnica: il Maestro d'Arte Internazionale Mario Salvo. È stata stabilita un'amicizia reciproca che mi ha permesso di imparare questa tecnica estremamente difficile.

Con il suo aiuto e apprendimento, è stata creata una nuova storia: l'astratto.

Vita, speranza, libertà, amore e felicità sono le lotte che combatto ogni giorno.

La mia malattia è diventata una fonte inesauribile d’ispirazione per me.

Gioco con la spatola e l’acrilico. Faccio scorrere la spatola per evidenziare trame e colori. Creo cosi sfumature ricche favorendo cosi l’esplosione dei colori. La tavolozza cromatica utilizzata è ricca e diversificata. La vibrazione dei colori tra loro anima ogni mia opera e mi porta in un universo che è sia astratto che esplosivo. Raramente conosco la forma finale che prenderà un dipinto. E questa parte di ignoto e spontaneità che dà senso alla mia pittura.

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Née en Lorraine, depuis mon enfance j’ai toujours dessiné des portraits.

Après avoir lu des livres afin d’élargir ma culture, j’ai approfondi le dessin au fusain en me concentrant sur le portrait et le nu. J’ai ensuite abordé la peinture à l’huile, à travers l’étude des maîtres (Léonard De Vinci, Raphaël, Picasso…).

Je me suis alors engagée dans un travail plus personnel. Le visage ce n’est pas ce qui se voit mais plutôt ce qui se dérobe. Je cherche à les déchiffrer, à les raconter et à les réinventer. Mes sujets émergent d’un univers segmenté que je pose sur mes toiles.

Depuis peu, fascinée par la spatule stratigraphique, j’ai eu la chance et l’honneur d’avoir rencontré le créateur de cette technique : le maitre internationnal d’art Mario Salvo. Une amitié réciproque s’est installée me permettant ainsi de m’apprendre cette technique extrêmement difficile.

Avec son aide et son apprentissage, une nouvelle histoire s’est alors créée : l’abstrait.

La vie, l’espoir, la liberté, l’amour et le bonheur sont les combats que je mène tous les jours.

Ma maladie est devenue pour moi une source intarissable d’inspiration. Je joue avec la spatule et l’acrylique. Je glisse la spatule pour faire ressortir texture et couleurs. Je crée ainsi des nuances et de riches dégradés favorisant ainsi l’éclatement des couleurs.

La palette chromatique utilisée est à la fois riche et diversifiée.

La vibration des couleurs entre elles anime chacune de mes œuvres et m’amène dans un univers à la fois abstrait et éclaté. Je connais rarement la forme finale que prendra un tableau.

C’est cette part d’inconnue et de spontanéité qui donne tout le sens à ma peinture.


Curriculum Vitae Artistique de Johanna Levy

Juin 2016 à Février 2018 :

Exposition Galerie Cadr’art (Dijon – France)

Octobre 2018 :

Exposition Caroussel du Louvre (Paris – France)

Février 2019 :

Exposition Le Grand Palais (Paris – France)

Mai 2019 :

Exposition Hôtel de Vogüé (Dijon – France)

Octobre 2019 :

Exposition Galerie Sonia Monti (Paris – France)

Exposition Permanente)

Novembre 2019 :

Exposition Collector Somnis (Barcelone – Espagne)

(Exposition permanente)

Mars 2020 :

Exposition Emana Arte (Pise – Italie) – Mention d’honneur

(Salon international d’art contemporain)

Mai 2020 :

Artsite du mois de mai 2020 pour les magazines Circle Quarterly Art Review et Spotlight Magaz – Mention d’excellence

Juillet 2020 :

Inauguration de la fresque pour la SNCF

(Fresque de 2 mètre de hauteur sur 3 mètre de largeur

Place des Grands ducs avec la Tour Philippe Le Bon)

Décembre 2020 :

Exposition Spectrum Miami (Floride – Etats-Unis)

(Salon international d’art contemporain)

Mars 2021 :

Exposition Clio Art Fair (New-York – Etats-Unis)

(Salon international d’art contemporain)


CRITICA

Fantasia e genialità cromatica in Johanna Levy

Negli anni trascorsi ad osservare con occhio critico, artisti emergenti in esposizione nelle più svariate gallerie sparse ovunque e in luoghi culturali adattati a locali espositivi, in cui poter intravedere segni di genialità ed innovazione, la mia mente oramai classifica in modalità random prototipi ed archetipi omologabili a schemi similari, per cromie e stili, più o meno interessanti. Capita spesso quindi d’incontrare artisti che essendo autodidatti, conservano dentro loro capacità visive e cromatiche particolarmente confuse e contrastanti, alla continua ricerca di uno stile che possa soddisfarli. A volte, invece, accade di incontrare davvero un’artista che elabora e genera opere di fattezza unica, di reale finezza non solo stilistica, bensì strutturale, i cui contenuti sono vigorosi, forti ma allo stesso tempo velati. Trovo che tale caratura possa vestire i panni dell’artista Johanna Levy, francese, una tra le artiste “pure” nel senso che genera esclusivamente ciò che la colpisce, che attraverso la sua formidabile tecnica della “segmentazione”, riesce a smontare e ricostruire oggetti e persone donandogli una nuova vita, nuove sembianze ed un futuro moderno. Il suo sguardo è attento ed in continua indagine, perennemente alla scoperta delle cose naturali ed innaturali da inserire nelle cose o nei volti per renderli “opere d’arte”, pertanto trasformate appositamente per farle divenire stupende ai suoi occhi per offrirle ai suoi estimatori. Riconosco in lei quella luce che affascina ed illumina la mente umana, consapevole di possedere il codice segreto della genialità (ahimè, sono impianti che nascono geneticamente con il DNA e non sono clonabili né trasmissibili). Coloro che ne sono stati dotati, la storia dell’arte ce li ha fatti trovare (per futura memoria) sui libri, enciclopedie ed Annuari dell’arte. Johanna, da perfetto furetto dell’arte, è l’artefice di uno stile personale: quello della “Segmentazione”, con cui riesce a cogliere i molteplici sussulti nella sua intima scomposizione per riprodurli segmentati, cioè completi di ogni elemento e particolare accurati, tale da essere fruibili ad ogni sguardo. Lei genera continuamente, poiché nel suo concetto insito in quella luce, riesce a vedere la sua “Segmentazione” dov’è difficile vederla: ecco perché la ritengo artista “pura”, proprio perché riesce a snocciolare forme e composti intrisi di vibrazioni a non finire, leggiadra e felice di trasmetterle, dopo immane fatica, agli osservatori. Mi pregio anche segnalare (con vero orgoglio) che da qualche tempo, affascinata dall’arte a spatola recentemente incontrata in un’esposizione Internazionale a Pisa, sta assiduamente sviluppando quella genesi creativa che tale strumento, ostico e di difficile interpretazione, abbisogna per un’assimilazione tecnica “over the top”, ardua come la “segmentazione”. Questa tecnica, unica nel suo genere, è riuscita a raccogliere il suo vivo interesse, cimentandosi stavolta con una tavolozza a pieni colori, diversamente dall’altra, in bianco e nero, attraverso l’infinita gamma di sfumature affascinanti. Le sue lezioni sono ammirevoli per l’impegno ed i risultati ottenuti che indicano un percorso di successo oltretutto in breve tempo visto l’ardore che vi applica. Sicuramente di innate qualità caratteriali, tra le quali una grande determinatezza nel realizzare i propri sogni e, cosa straordinaria, dipinge per intima esigenza, per un suo spasmodico benessere dell’anima, a prescindere dal grado di soddisfazione degli interlocutori, proprio per una sorta di appagamento personale che esula da aspetti economico/commerciali. La sua ricerca minuziosa e paziente, l’esplosività delle sue meravigliose cromie che accosta e gestisce al suo comando in modo equilibrato e deciso, come appunto dimostra essere il suo carattere, danno forma e senso al suo DNA, il codice genetico che ci accompagna nelle nostre scelte finché vivremo. Di lei ne sentiremo parlare molto presto in termini Internazionali, immagino per il futuro “Segmentazionismo” sia per quella a “spatola stratigrafica”. Un esempio da seguire nell’Arte per coloro che ancora sono alla ricerca del capicorda della personale matassa artistica come viatico nel percorso della propria via a colori. I miei complimenti per quest’artista “Geniale” che mi onoro di aver conosciuto. Ad Majora!

Il Critico e M° Internazionale d’Arte Mario Salvo