PAGINA DELL'ARTISTA ANTONELLA AGNELLO

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Il lago blu Verso la luce

Il risveglio del giorno

La grotta delle meraviglie

Il regno del silenzio

Dopo la pioggia

Fontanile del Cremasco

Fiori

La signora dei boschi

Voglia di mare

La tribu' in festa

Disorientamento totale

Presenze

Luci nella grotta

Boschetto magico

Lastre di ghiaccio

Pericolo scampato

Invasione

Mago Gelo

E' quasi sera

Giochi d'acqua

La terra nasconde tesori

La palude : prezioso ecosistema

L'arrivo della luce

Il bagno della Principessa

Women's murderer

Luce profumata

Terra di nessuno

Guerra e pace: la guerra un mostro, la pace la luce

Lotta per la sopravvivenza

Vento nella baia

La magia dell'inverno

Combattimento fra pennuti

Incendio nel bosco

Al di la' del fiume fra gli alberi

La mia pianura

Donne, il regno delle ombre

Misterioso boschetto

 

Antonella Agnello nasce a Milano, città che vede la sua formazione culturale e nella quale consegue il diploma di abilitazione magistrale. Tuttora vive a Pandino

Fin da giovanissima coltiva la passione per la pittura; la magia dei suoi colori, dal personale tratto fresco e immediato, fa vivere  paesaggi, fiori e angoli caratteristici.

Per la sua attività in favore dell’arte nel 1987 riceve il riconoscimento di Cavaliere dell’Arte.

Durante tutta la sua carriera di insegnante, ha continuato a dipingere per hobby, sperimentando oltre alla pittura ad olio anche altre tecniche.Ha frequentato corsi di acquerello presso “Il Nodo dei Desideri” di Crema e un corso di grafica pubblicitaria presso il “Centro Artistico Culturale Sant’Agostino” di Crema.

Si è lasciata tentare anche da corsi di scultura, in particolare dalla lavorazione dell’argilla con la quale ha creato oggetti d’arredo e particolari bassorilievi. Negli ultimi anni, per quanto riguarda la pittura, ha abbandonato la figurazione per passare ad una impostazione più astratta e informale, meglio rispondente alle tensioni interiori nella continua ricerca del divenire.

Le ultime opere  della serie “Le foreste incantate”  ne sono  la conferma. Esse poi sono corredate da un testo che propone la visione della “vita” vista appunto da Antonella Agnello come “una foresta incantata”, dove può succedere di tutto… Ogni “foresta” è un racconto a sé, ma tutte sono legate da un unico filo conduttore: “la vita”.

Questi dipinti sono stati esposti nel corso del 2004 in numerose mostre collettive e personali fra le quali si ricordano quelle tenute nella Sala Alabardieri del Comune di Cremona, nella Sala degli Affreschi del Castello di Pandino (ottobre 2004) e nella sala Angelo Cremonesi del Centro Artistico Culturale Sant’Agostino di Crema, ricevendo oltre al favore del pubblico, l’apprezzamento della critica.

Nel 2004 Antonella Agnello ha ricevuto la  Medaglia del Conio del Ventennale al 20° concorso nazionale di pittura, acquarello e grafica Ermenegildo e Rinaldo Agazzi  (maggio), il 4° premio al 3° concorso di pittura amatoriale presso la Fondazione Vismara De Petri a San Bassano (giugno) e il 2° premio al 3° concorso di pittura “Pandino mon Amour”(settembre).

Nel 2009, oltre ad esporre in collettive, ha meritato la Medaglia del “Comitato della Battaglia di Agnadello”, in occasione del Concorso di Pittura istituito per la celebrazione del 500° anniversario della storica battaglia; inoltre una segnalazione di merito al V° Concorso Nazionale “La Spadarina” “Un segno nel tempo”(2009) e una segnalazione speciale al VI° Concorso Nazionale “La Spadarina” “Nel cassetto dei ricordi”(2010).

Nel 2010 ha conseguito il 3° premio alla “Rassegna d’Arte 30x40”presentata dall’Atelier Zumbolo presso le Sale del Podestà del Comune di Soresina.

Alcune sue opere sono state pubblicate nel volume di poesie “Acquerello” (2002) e “Frammenti” ( 2005 ) di Lorenzo Pavesi; in “Dipingere a pastello dal Cinquecento a oggi”(2010) e in “Arte Donna a San Zeno” di Simone Fappanni (2010) e nell’Annuario di Arte Contemporanea 2010 edito dall’Accademia Internazionale Città di Naro.

Inoltre sono presenti sul Catalogo Boé degli anni 2006 e 2008 , sulle prestigiose pubblicazioni “Avanguardie Artistiche” del 2007 e 2010 e sul numero di marzo 2006 di The Globe.

Antonella Agnello è inoltre conosciuta come scrittrice di poesie e di racconti, non solo per bambini,  per i quali  è stata più volte premiata.

Ha ricevuto  il 2° e il 1° premio rispettivamente al primo e secondo Concorso di Fiabe e Racconti per bambini delle Scuole Materne ed Elementari,  negli anni 1999 e 2000, concorsi indetti dalla Direzione Didattica di Sospiro e dal Comune di Sospiro.

Ha anche partecipato a diverse edizioni di “Poesia a strappo”, a Crema e a Lodi.

Inoltre suoi sono alcuni brevi testi,  portati in scena con successo  dal Gruppo Teatrale  “I Guitti di Quintano”.

Ha scritto il romanzo “Diario a quattro zampe”, finalista  alla III° edizione del Premio Letterario Giovane Holden che è stato pubblicato nell’aprile 2010.

Inoltre si è classificata finalista con il romanzo “E…da lontano un castello” alla 1° edizione del Premio Letterario “Streghe & Vampiri” indetto dalla Giovane Holden Edizioni in collaborazione con l’Associazione Culturale “I soliti ignoti”.

 Di lei hanno scritto: il professor Gian Piero Garoli, il dottor Simone                            Fappanni, Dino Marasà , Sandro Serradifalco , il professor Mario Cerioli e Lieda Folli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CRITICA

NEL SILENZIO DI UN QUOTIDIANO INCANTO: LA PITTURA DI ANTONELLA AGNELLO

Una tensione alchemica permea le opere di Antonella Agnello. Nei suoi lavori il colore si coagula al ritmo di morbide velature che immergono l’osservatore in atmosfere senza tempo che rimandano a dimensioni immaginifico-fabulistiche che paiono affiorare dai ricordi o forse persino da retaggi schiettamente onirici.

Ed è proprio in questa sospensione temporale che si coglie l’estrema sintesi rappresentativa di questi dipinti, dove il dato del certo e del razionale si va progressivamente perdendo, sciogliendosi in una articolazione riflessiva che pone l’accento su una gestualità mai fine a se stessa, ma in qualche modo rivolta alla valorizzazione, “colore su colore”, dell’elemento meta-figurale.

In questo modo, Antonella Agnello introduce l’osservatore all’interno di un piano visivo che si moltiplica a dismisura, assaporando, tocco dopo tocco, pennellata dopo pennellata, il fascino del meraviglioso, della scoperta come principium vitale. In questo modo, bene si comprendono le luci candidamente aurorali che si accordano perfettamente l’una all’altra facendosi espressione tattile, prima ancora che visiva, del sentire, antinomia che prelude a una condizione umanissima dell’esistere che l’opera d’arte “rispecchia”, seppure in forma metamorfica.

Quello rappresentato dalla pittrice è infatti un mondo nel quale il flusso vitale scorre incessantemente, come attesta l’osmosi che permea dinamicamente i suoi lavori; un fluxus che si anima con un sommovimento ciclico che tanto ricorda quello delle stagioni e che rappresenta “l’eterno” viaggio dell’uomo nel tempo e nella storia.

E proprio di “storicità”, sia pure in senso introspettivo, è possibile parlare a proposito delle opere della Agnello.

Il tempo è quello del singolo, della persona che scorre in seno agli eventi, diventandone compartecipe e mera comparsa.

I luoghi e i non-luoghi che Antonella rappresenta sono proprio questi: quelli che oppongono la discesa alla salita, la difficoltà alla realizzazione, il senso al non senso. La molteplicità del possibile, resa nella vicinanza “affettiva” alla propria terra è contrassegnata, in questo iter compositivo, da un uso del colore alquanto efficace delle cromie: i verdi squillanti, in particolare, servono a tratteggiare singolari passaggi fra terra e cielo, segnando una sorta di non cesura fra possibile e probabile.

E proprio questa realtà-irreale, che ricorda, almeno per certi passaggi tonali, l’uso del colore fatto da alcuni grandi maestri della surrealité, consente ad Antonella Agnello di descrivere, anzi di narrare, con un preciso equilibrio sincritico, ciò che riflessi e riverberi creati dalla luce generano sulle cose, dando vita a scenari estremamente coinvolgenti, dove un silenzio assoluto ammanta e al contempo scioglie i contorni definiti di ciò che a prima vista appare, trasmutandolo in pura essenzialità connotativa, dove “l’incantamento” è ben oltre una suggestione romantica: è esistenza in divenire.

Simone Fappanni, Novembre 2006

Le magiche atmosfere senza tempo nella pittura di  Antonella Agnello

Nelle opere di Antonella Agnello, colori, velature, piani sfalsati, giochi di luce, invitano ad “entrare” in punta di piedi e in silenzio, quasi con timore reverenziale, nel dipinto stesso.

Ci si trova spettatori e attori in un’altra dimensione, in un mondo parallelo, quello fantastico-onirico.

Dai dipinti, permeati dai messaggi dell’inconscio, emergono con intensità le emozioni e i sentimenti dell’uomo, simbolicamente resi con abilità dalla trasposizione cromatica: stati d’ansia, paure, momenti fatti da ostacoli da superare, piccole conquiste, vittorie… traspare tutto quanto accompagna l’esistenza comune.

Lo spettatore si trova solo, immerso nel colore, lui stesso colore fra i colori, ad affrontare il procedere del tempo, nel tempo e nello spazio, nella storia individuale, in una continua ascesa.

L’artista propone una varietà di paesaggi: dai teneri e rilassanti a quelli a volte anche crudeli, gelidi, in apparenza indecifrabili o oscuri.  

In essi però non sono mai assenti sprazzi di luce, simboleggianti le riserve di energia spirituale, elemento indispensabile per proseguire il cammino da percorrere, sia all’interno dell’opera che nella vita reale.

La serie delle “ Foreste incantate” ne è un chiaro esempio: se Antonella Agnello ci lascia , da soli, a superare crepacci e ad attraversare cascate di ghiaccio o  scuri e fitti boschi irti di rovi, ci permette anche di scoprire grotte sotterranee dove risplendono bagliori di tesori nascosti.

Ci invita a sdraiarci a riposare o  a  rifugiarci in ripari protetti o a gustare le morbide rotondità delle colline dove forte è “l’odore” della terra e agevole il cammino.

E anche di vagare in paesaggi da fiaba, nei quali,  alberi avvolti dalla nebbia hanno sembianza di dimore magiche.

Indipendentemente dal luogo dove ci ha portato, ci spinge a proseguire: l’avventura, il sapere, la libertà, il meraviglioso… tutto si insegue percorrendo  strade note e ignote; tutto questo si può incontrare…nei dipinti di Antonella Agnello.

Le sue opere  offrono scenari profondi, densi di silenzi, di suoni, di profumi e di mistero.

Sono scenari incantati, estremamente intensi e coinvolgenti.

Lieda Folli